Le ragioni delle menzogne

13 Ott

Con che fatica un uomo può portarsi dietro per anni una storia inventata? Come può cucirsela addosso e cambiare l’aspetto pubblico della propria vita intima? Lo fa con leggerezza e col gusto di ingannarci o piuttosto è l’unica possibilità che ha per ottenere un foglio di carta che a noi appare futile?

La bellezza di questo lavoro è che quando un richiedente esce dal progetto, a volte, si ha fiducia l’uno nell’altro tanto da potersi spogliare dei propri ruoli e dirsi la verità. Ti rendi conto, in quei pochi dialoghi a corpi nudi, degli errori compiuti. E’ il momento perfetto per i “se avessimo fatto”…  Continua a leggere

Ancora un’inaccettabile violenza a Maxima Chaupe

19 Set

Sono passati solo cinque mesi dalla premiazione di Maxima Chaupe con il Goldman Prize ma l’impresa mineraria Yanacocha torna ad esprimere tutta la sua aggressività contro la famiglia della donna. Continua a leggere

Io per primo

14 Set

Me l’avevano raccontata sta storia della ragazza del video ed anche io c’ho riso su con amici, in varie occasioni. Appena uno diceva “ma stai facendo un video” in coro si rispondeva “Bravo”… senza pensarci eh! Però no, quando non si è più bambini non si può più fare le cose senza pensarci. Continua a leggere

Un sacrificio insopportabile

18 Lug

L’accoglienza in Italia è operata su vari livelli. Quello che offre il maggior tenore di servizi e la maggior crescita per il rifugiato è lo Sprar. In questo sistema si cerca di puntare su alcuni aspetti cardine: l’autonomia della persona, l’integrazione con il contesto, la crescita professionale, il supporto al progetto di vita, l’aiuto nel superare i traumi del passato e lo shock di un mondo nuovo. Questi aspetti concorrono a rafforzare il beneficiario nella strutturazione del suo percorso di inserimento nello stato in cui chiede asilo.   Continua a leggere

Che vivano le donne come Maxima!

19 Apr

E’ sempre difficile conciliare la gioia per la vittoria di un premio importante con la triste storia che a quel traguardo ha condotto. Eppure oggi – 19 aprile 2016 – è un giorno di festa per Maxima Acuña de Chaupe, la contadina peruviana che sei anni fa si oppose in prima persona al progetto minerario Conga. Da quel lontano 2011 la sua vita è stata stravolta, posta sotto assedio da continui e beceri attacchi alla sua famiglia e alla sua umile casa.
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Chi sono io?

1 Mar

Da molto tendo a ricadere nell’autocensura di alcune cose che vivo. Oggi la diga non riesce a tenere dentro tutto, sarà per l’accumulo di giornate intense con la prefettura che continua a far pressione per rendere senza tetto dei ragazzi che da dieci mesi seguo un giorno sì e l’altro pure, in questa battaglia estenuante per ottenere uno straccio di documento. Sarà che in modo diverso in tutta Europa la fortezza europa si erge a giudice sulle vite altrui.
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Bonne chance

25 Gen

Oggi il benito su cui più riponevo la mia fiducia e ammirazione è sparito. Ha lasciato le chiavi e le altre cose in ordine, prima di andarsene.

E’ difficile quando succede una cosa così. Capita che i benito non ti dicano la verità sul loro progetto migratorio, ed è comprensibile che non si fidino di nessuno. In fondo è una lotta per la sopravvivenza la loro.

Eppure il fatto che la dipartita senza saluto sia stata fatta dal “mio preferito” lascia spaesati. Da un lato la sensazione di essere stati “traditi” (che razionalmente si deve mettere da parte); dall’altro il dover rendersi conto una volta in più del fatto che la capacità di comprensione di ciò che passa nella mente e nel cuore di queste persone è estremamente limitata a quanto loro vogliono mostrare.

Resta in ogni caso il rimorso di aver visto una persona che per due anni ha fatto il massimo per integrarsi. Aiutava persino gente di altri continenti a imparare l’italiano. Poi il commissario della questura ha deciso che non aveva i requisiti per stare qua, e di lì a poco lui, Benito, ha preso un’altra strada, forse non volendo più attendere uno stato chiuso sulle leggi ottuse che non ha saputo cogliere un tesoro come lui.

Bonne chance

Bertoli – Dimmi
Dimmi sei infelice con te, quando d’improvviso germoglia qualche forse, qualche se
Dentro a quei momenti.
Che dubbi ti rincorrono, che nuvole ti sfuggono negli angoli
Nelle notti del tuo navigare quando i fuochi si spengono
Quando intorno non trovi che il mare e le rive ti mancano
Chissà se c’è un porto che ti attende, se una luce brillerà
Se il tuo regno solitario prima o poi mi attraccherà
Non so niente di quello che vuoi
Ma so che vorrei forse un attimo innocente che col tempo passerà
Una specie di rivolta contro questa società che ti toglie la vita che è in te
E tu’non lo sai.